Eventi

Un’occasione speciale di fraternità e condivisione

Vallidelpasubio

I giovani di Valli del Pasubio hanno organizzato la passeggiata di Pasquetta 2017 “A spasso per il cielo”per ricordare l’amico Enrico di 22 anni che è venuto a mancare il 17 gennaio.

Dato che volevano conoscere l’esperienza dell’Economia di Comunione, hanno allestito spazi appositi con cartelloni e sono state raccontate esperienze con il coordinamento di Francesco Tagliapietra, imprenditore dell’EdC.

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Vicenza 5 Marzo. Famiglie: ricchezza della società

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Il video della giornata

Alla manifestazione,  organizzata all’interno della sala Palladio dell’Ente Fiera e patrocinata dalla provincia di Vicenza, dai Comuni di Vicenza, Costabissara, Lonigo e Sarego,  hanno partecipato 800 persone provenienti da tutto il territorio vicentino.

“Famiglie Ricchezza della società” è lo slogan che ha ispirato tutte le iniziative del pomeriggio.

Sono state presentate esperienze di vario tipo, raccontate a partire dalle relazioni interne alla famiglia per allargarsi via via all’apertura e all’accoglienza di culture e religioni diverse. L’intervento di due famiglie islamiche ha permesso ai presenti di cogliere le difficoltà vissute nella martoriata Siria e come le famiglie vivano la cultura della solidarietà e il rapporto tra generazioni al loro interno.

Particolarmente toccanti le esperienze di dolore e incomprensione e la possibilità di superarle con il contributo di altre famiglie e risorse del territorio anche con i colleghi di lavoro che, in base alle normative vigenti, hanno messo a disposizione giorni delle loro ferie per aiutare una famiglia che doveva assistere una figlia gravemente malata.

Nel cuore dell’incontro è stato letto quanto , in un Convegno  del 1993 Chiara Lubich aveva  proposto riguardo ai rapporti tra società e famiglia, parole  che sono risuonate attualissime ed hanno messo a fuoco il senso della giornata, con la possibilità di rivivere nel sociale tutte le potenzialità che si sperimentano nella famiglia.

Il comune di Vicenza, nella figura dell’assessora Isabella Sala, ha illustrato il progetto Famiglie in Rete, sottolineando quanto le famiglie possano essere una risorsa preziosa nelle varie comunità, soprattutto quando creano connessioni con gruppi e istituzioni che si impegnano per una migliore qualità di vita.
Anche la Caritas e la Pastorale famigliare della Diocesi, organizzatori dell’evento insieme al Movimento dei Focolari, hanno contribuito a comporre un quadro di insieme presentando esperienze di sostegno a coppie in difficoltà e a famiglie che vivono disagi economici e sociali.

Don Flavio Marchesini  ha portato ai presenti un caloroso saluto da parte del Vescovo ed ha sottolineato come la diocesi sia una famiglia di realtà molto diverse che tendono a collaborare per il bene comune.

Le testimonianze sono state intervallate da brani musicali suonati dall’orchestra “Tutto d’un fiato”, un ensemble di strumenti formato da 60 giovanissimi musicisti diretti dal maestro Gonzo. La loro presenza ha dato grande gioia e vivacità al pomeriggio. Anche i maestri Silvia De Boni e Fabio Rossato (marito e moglie) con le loro fisarmoniche hanno rapito i presenti sulle note della Balkanian suite, un brano suggestivo e coinvolgente che ha elettrizzato la sala. Infine, il coro di Motta ha accompagnato l’incontro con la canzone sigla dell’evento e un brano di particolare suggestione: l’Hallelujah di L. Cohen.

Il pomeriggio si è concluso  con  tre quadri coreografici  presentati dalle nuove generazioni: bambini, ragazzi e giovani. A partire da scene di vita familiare si è passati ad un vorticoso flash mob che ha attraversato tre differenti paesaggi sonori a partire dagli anni settanta sino ai nostri giorni. I giovani, infine, hanno presentato, con leggerezza e ironia, una serie di momenti familiari in cui genitori e figli si confrontano spesso, ricostruendo situazioni esilaranti.

L’incontro si è concluso in un clima di festa in cui tutti i partecipanti hanno potuto sperimentare una calda accoglienza familiare.

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Thiene Cantiere Coloriamo la città luglio 2016

L’esperienza del cantiere “Coloriamo la Città” è nata a cura del Movimento dei Focolari nel 2014 a Montebello Vicentino e, visto il grande successo, l’anno successivo è stata riproposta a Brendola. Quest’anno, superando ogni aspettativa, il numero dei cantieri in Veneto è triplicato così come il numero dei partecipanti: i cantieri del 2016 sono stati realizzati a Thiene, per la provincia di Vicenza, a Treviso e a Verona. Il Comune di Thiene dal 19 luglio ha ospitato, infatti, un gruppo di circa 70 ragazzi, provenienti dalla provincia di Vicenza, di età compresa dai 13 ai 19 anni, presso i Padri Cappuccini, portando una ventata di entusiasmo e di gioia tra le vie cittadine.

Il cantiere si è concluso sabato 23 luglio ai Cappuccini a partire dalle 10 con una giornata di festa e la partecipazione dei ragazzi di Thiene, Treviso e Verona, circa 150, assieme ad un centinaio di adulti dei cantieri veneti. Gran finale la caccia al tesoro fotografica nel centro storico dalle 14 alle 16 e chiusura della giornata, ancora ai Cappuccini.

Il video del cantiere

 

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GMG a Cracovia – 26/31 luglio 2016

GMG 2016: Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia.

Elisa ci racconta la sua esperienza durante la Giornata Mondiale dei Giovani: la partecipazione alla Scuola Post GMG di Jasnà.

facebook  https://www.facebook.com/jasna2016/?fref=ts

Nei giorni successivi alla GMG siamo arrivati a Jasnà, in Slovacchia. La sorpresa di trovarci in un hotel di grande lusso in un posto fantastico in montagna a 1000 metri è stata grande, un vero paradiso!

Ma, come diceva una ragazza dell’Ungheria, dopo le scomodità della GMG ora la sfida era amarci ogni giorno con quanti non conoscevamo uscendo da noi stessi.

Lì eravamo in 600 da tutto il mondo. Il titolo della scuoletta, una vera esperienza di vita in comune, era “You-got-me”: “Tu mi hai preso” nel quale si approfondiva il tema del rapporto con Dio, con sé stessi e con i fratelli attraverso tanti forum e incontri con esperti come Michel teologo, Gianluca filosofo e Antonella psicologa. Le attività erano strutturate in modo che i giovani si sentissero protagonisti e coinvolti nel dialogo.

«In Slovacchia abbiamo macinato e rispolverato questa esperienza della GMG», come diceva Don Giampietro, «già il primo giorno due esperienze forti, raccontate: un giovane di Chicago che a Cracovia aveva scoperto un modo nuovo di vivere la città; e un ungherese-rumeno che aveva scoperto che i rumeni erano migliori di quanto pensasse. Una rivoluzione sociale. La serietà della scuola con la partecipazione di tutta l’Opera, con focolarini e focolarine, sacerdoti, volontari, gen e giovani del movimento sacerdotale»

Anch’io personalmente ho apprezzato il bello di essere tutti diversi, per esperienze, culture, fedi ma con la possibilità di sperimentare di essere un’unica famiglia. Ne ho fatto esperienza concreta nel workshop-arte al quale ho partecipato. Mi ha colpito l’unità che si è creata nel gruppo anche se non ci conoscevamo ed eravamo di paesi diversi ma ci si aiutava concretamente. Soprattutto per me, che non parlo inglese, mentre tutti lo parlavano. Qualcuno traduceva per me e fra tutti si è creato un clima di famiglia. I ragazzi hanno realizzato dei piccoli capolavori che mi hanno colpito per l’amore con cui sono stati fatti. In particolare, poi, mi ha colpito un ragazzo del mio gruppo che mi ha aiutato a tradurre dall’inglese con tanto amore che poi mi ha detto a bruciapelo di essere ateo. Avevamo fatto viaggio insieme e non c’era stata occasione prima per conoscersi di più, ma lì ho sperimentato che eravamo veramente uno nell’amore e nell’aiutarsi concretamente pur avendo convinzioni diverse.

Come diceva poi, una ragazza, la scuoletta è stata un’occasione per vivere un’esperienza forte: «a volte anche l’amore del prossimo fa amare se stessi, ho sentito forza, speranza e non mi sono sentita mai sola e non solo perché c’erano le mie sorelle, ma perché queste persone tutte diverse da loro provano tanta solidarietà gli uni per gli altri»

E’ stata bellissima l’esperienza dei gruppi di lavoro. Per qualcuno l’esperienza più bella!

«Partecipare alla scuoletta mi ha cambiato la vita, mi sento come rinata», diceva una di noi. «Prima per me credere era una cosa ora ho capito che è un’altra cosa» raccontava un ragazzo.

Abbiamo vissuto un momento toccante: l’adorazione, nel quale ognuno pregava Gesù con quello che gli suggeriva il cuore. «Prima era giù, poi dopo l’adorazione Gesù mi ha tirato su» diceva una ragazza del gruppo. «Grazie Gesù perché mi hai aperto gli occhi» pregava una ragazza e ognuno esprimeva con sincerità l’intenzione che aveva nel cuore. Alla fine ognuno, scrivendo un bigliettino, lo affidava a Gesù con la sua preghiera. L’unità durante l’adorazione era molto forte e la preghiera di ciascuno era fatta propria da tutti. Commovente sentire e vedere tanti giovani seguire e amare Gesù!

Anche la festa conclusiva, dopo una profonda comunione, è stato un bellissimo momento.

Questa forte esperienza è sicuramente frutto di chi con tanto amore ha preparato e offerto le proprie fatiche e di ciascuno che ci ha creduto e si è messo in gioco.
Per tornare a casa con più slancio

Don Ludo della Slovacchia ci ha accolto con tanto amore e ha curato ogni particolare così come Sameiro Marco del movimento parrocchiale e i responsabili dei centri gen e gioventù nuova e i ragazzi per l’unità. E’ stata bella l’universalità dell’esperienza aperta a tutti con cammini diversi: gen, giovani dalle parrocchie, di altre fedi come gli ortodossi con i quali abbiamo vissuto un momento di preghiera assieme, e anche con chi non crede. Abbiamo conosciuto di più la Slovacchia con la sua cultura. E Don Ludo alla fine di ha detto «voi giovani avete rinnovato la Slovacchia». Prima di partire è venuto a salutarci personalmente nel nostro pullman con queste parole: «non smettete di sognare», per noi è stata una consegna. Come diceva  una ragazza del gruppo: «nella veglia  della GMG ho sentito che qualcuno credeva nei miei sogni e qualcun altro che aveva il mio stesso problema di non crederci abbastanza è uscito dal campus con la forza di poter credere sempre di più e creare anche nel proprio piccolo un mondo diverso, portare in casa con gli amici la parola di Dio che alla fine è una parola: Dio ti ama immensamente, ama i tuoi sogni, anche i più grandi!»

Concludo con le impressioni di Marcolina e Don Giampietro che ben riassumono tutti.

 Elisa
“Mi chiedo cosa abbiamo fatto di particolare in questi giorni. Abbiamo camminato? Lo fanno molti. Abbiamo fatto fatica? Lo fanno in molti. Ci siamo incontrati tra noi? Ognuno ha i suoi amici. Cosa c’è stato di particolare? Abbiamo costruito insieme e ci siamo caricati nella reciprocità rimane non solo il ricordo, ma una realtà che vogliamo custodire”

Don Giampietro

“Per me è stata una delle esperienze più belle che ho vissuto finora! Questa grazie anche a voi ragazzi, alla vostra gioia, al vostro entusiasmo, alla vostra complicità, semplicità, autenticità!! Mi sono profondamente commossa davanti alla generosità del popolo polacco, percepivi che stavano vivendo per noi, avrebbero fatto qualsiasi cosa per farci star bene! Il momento della veglia, poi, le parole del Papa le ho trovate valide per tutti, per ogni età e situazione di vita…il suo invito ad uscire, mettersi le scarpe per camminare mi ha ridato nuovo slancio e vigore nel credere che vale sempre la pena spendersi e credere nella fraternità. Alla “scuoletta” poi mi avete colpito voi ragazzi per la vostra voglia di essere veri, autentici!!!Grazie di cuore a tutti!!”

Marcolina

 

 

LA GMG

Siamo partiti in gruppo di 40 giovani da Veneto e Piemonte, due ragazzi sloveni assieme ai nostri due autisti sloveni, un focolarino dal Camerun, una focolarina dal Brasile, una focolarina dalla Spagna e una dalla Corea, insomma un gruppo internazionale!! Per la GMG siamo partiti con tanta gioia che è quella ci ha accompagnato sempre grazie ai ragazzi che hanno risposto sì a questo invito con tanto entusiasmo!

Durante il viaggio non sono mancate difficoltà, ma abbiamo sperimentato che quando siamo in comunione gli uni con gli altri Dio compie miracoli!

Ognuno infatti è stato un dono che ha permesso al gruppo di arrivare alla meta: Cracovia, ma il cammino non è stato facile, anzi!! ma con l’aiuto di tutti siamo riusciti a giungere in tempo!

Prima di arrivare alla “scuoletta”, nel corso di una bella comunione durante il viaggio, ciascuno ha proposto dei ringraziamenti: chi per averci sostenuto con il canto lungo la strada, chi per averci guidato con la mappa, chi nel portare i pesi l’acqua, ognuno ha aiutato l’altro. Grazie ai nostri accompagnatori: Don Giampietro, Don Beppino, Don Alessandro, Mimmo, Marcolina, Lindi, Bernardete ed Enka abbiamo vissuto questa esperienza con la preghiera e la riflessione, nelle cose concrete come il cibo e i bisogni materiali e sperimentando una forte vicinanza con tutti!

I nostri autisti sloveni sono stati tanto gentili e disponibili con noi fin dal primo momento! Grazie anche a Bepi e Claudia che hanno reso possibile il sogno di partecipare alla GMG e anche poi alla “scuoletta”; con il loro amore concretissimo hanno pianificato tutto il viaggio e ci hanno seguito sin dalla partenza e a distanza come dei veri angeli custodi. Grazie a loro è arrivata moltissima provvidenza! E questo grazie anche ai doni e ai contributi di tutti!

L’accoglienza in Polonia

Fin dai nostri primi momenti a Cracovia abbiamo sperimentato l’ospitalità dei polacchi. Un signore, ad esempio, a cui abbiamo suonato il campanello di casa, ci ha aperto e ospitati nella sua abitazione dandoci la possibilità di andare ai servizi, donandoci acqua fresca per dissetarci e perfino il bastone per costruire la bandiera che avevamo persa! Il signore che ci ha aperto la casa, come ha notato Don Beppino, aveva un nome particolare che in italiano significa “donato da Dio” e a noi è sembrato proprio un segno della provvidenza! Così come il nome della via “libera” di cui il Papa ci ha parlato sul tema della vera libertà! Anche lungo la strada i polacchi ci offrivano acqua fuori dalle loro case, i bambini caramelle, felici di vederci e accompagnarci anche con il sorriso. Lungo la strada ogni gruppo con i suoi colori, la sua bandiera, la sua gioia nonostante la fatica e questo dava forza a tutti. Ogni fatica è come salire la vetta, diceva qualcuno e una ragazza ci confidava: «la GMG umanamente una “sfacchinata”, ma in una sintesi posso dire forza, coraggio, speranza!»

Una ragazza che all’inizio si era persa ci diceva che è stata accolta e aiutata da un gruppo di polacchi che gli hanno dato un “pass” e non l’hanno fatta sentire sola. E poi siamo riusciti a ritrovarci tutti insieme nonostante tutta la marea di persone! Anche questo è stato un segno della provvidenza!

Quando siamo arrivati non siamo riusciti a raggiungere il settore assegnato a causa del gran numero di persone presenti. Abbiamo dovuto andare più lontano, e questo, come diceva uno di noi: «è stato un perdere, non lasciare venir fuori il mio uomo vecchio ma offrire per tutti i ragazzi» Per tutti è stato un passo questo perdere, ma continuare ad amare! Vedevamo Papa Francesco in lontananza grazie allo schermo, ma non molto bene. Ma abbiamo continuato ad aiutarci, alcuni sono riusciti poi ad avvicinarsi.

Appena arrivati a Cracovia, l’ospitalità dei polacchi ci ha aiutato a superare le prime difficoltà.

«Quando sono arrivata vicino al palco, una ragazza mi ha dato il suo lumino con amore e lì ho capito, in quel gesto, che non ero sola» così ci diceva una ragazza. Abbiamo poi seguito la veglia che è stato un momento forte! Tanto che Don Giampietro diceva alla fine dell’esperienza: «Non abbiamo visto Papa Francesco ma abbiamo incontrato Gesù, attraverso ciascuno di noi che è stato un dono per l’altro».

Le parole di Papa Francesco ci hanno toccato soprattutto quando ci ha detto: «Dio vuole usare le nostre mani e i nostri piedi per creare un mondo nuovo». Per me è stata una scossa, anche quando ha detto: «non siate giovani del divano». Mi sembra che durante il cammino prima e dopo Cracovia ognuno cercava di essere per l’altro quelle mani che aiutano e quei piedi che camminano e vanno incontro all’altro.

 

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11 Agosto – Festa di S. Chiara

Anche quest’anno ci ritroviamo alla chiesetta di San Carlo di Valli del Pasubio.
Ricordiamo che si può arrivare fin dal mattino e la zona è attrezzata. In caso di pioggia la S. Messa sarà celebrata in chiesetta.
Dopo la S. Messa, come al solito, faremo festa condividendo ciò che ognuno può portare.

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16 Luglio – Festa del Patto

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“Ci si sforzava di vivere il nulla di noi perché Egli vivesse in noi. E anche il nulla di noi perché Egli trionfasse in noi”.

Un giorno del 1949 (16 luglio), su questo nulla, alla S. Comunione, amata e riscoperta come vincolo d’unità, Chiara Lubich e Igino Giordani hanno chiesto a Gesù di unire, come Lui sapeva, le loro anime, stipularono così un patto di unità forte, dove tutto confluise e tutto riparte .

Sperimentarono così una grazia tutta speciale, significava diventare cellula viva del Corpo Mistico di Cristo, essere Gesù, divinizzati.

Per ricordare questo momento, il 16 luglio 2016, giorno del Patto e festa della Madonna del Carmelo, le comunità locali di Schio-Thiene e Valdagno si sono ritrovate (60 persone circa) sulle verdeggianti colline di Monte di Malo, ospitati in modo speciali a casa di Teresio e Flavia.

E’ stata celebrata l’Eucaristia, nella quale Don Lorenzo ci ha fatto dono di alcune note di storia della Madonna del Carmelo e rivissuto insieme il giorno del Patto, Gesù in me e negli altri, rafforzando così fra noi questa unità a vivere l’Ideale con decisione , non perdere la meta: il fratello.

Al termine c’è stato un momento di festa in cui si è condiviso ciò che ciascuno ha portato, creando così lo spirito di famiglia.

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7 Luglio – Pellegrinaggio su Mosciagh in ricordo di Igino Giordani (Foco)

Un gruppo di partecipanti di varie comunità del nord italia del movimento dei focolari hanno vissuto un momento straordinario di condivisione visitando il luogo dove, cento anni fa, Igino Giordani veniva gravemente ferito durante la prima guerra mondiale. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione ”Igino Giordani” di Piacenza.

Ecco uno stralcio di una lettera spedita alla Presidente del Movimento dei Focolari dai partecipanti:
In circa quaranta persone, abbiamo risalito le alture dell’Altopiano di Asiago, e sul monte Mosciagh, abbiamo apposto una targa ricordo di cui puoi vedere nella foto allegata. E’ stata l’occasione per una profonda comunione con Foco e tra noi. Insieme ad Alberto Lo Presti, che ci ha fatto rivivere quanto avveniva il 7 luglio 1916 in questo luogo, abbiamo potuto riscoprire un Foco amante della pace e custode dell’unità negli anni anteriori alla nascita dell’ideale.

Ci è sembrato che Foco abbia scritto con la sua vita il prologo della nostra meravigliosa storia ideale. Fra di noi è risuonato il profilo di un Foco nuovissimo, tutto proteso all’umanità. Un Foco che, segnato da questa tragedia, è stato pronto a ricevere la luce di Chiara e a riconoscerne il valore.

Immensamente grati a Foco perchè ci aiuta ad amare Chiara in un modo speciale, abbiamo affidato a loro due una sentita nostra preghiera per la pace, per l’unità dell’Opera, e per tutto quello che a te sta più a cuore.

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2 Giugno – Facciamo Festa!

Presso l’Area sportiva della Pro Loco di San Tomio di Malo si è svolta una giornata di festa per bambini, adulti e giovani con attività sportive, conviviali e ricreative.

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La giornata è stata organizzata per mantenere vivo l’impegno per la Scuola Loreto di Loppiano, che svolge attività formative e coordina interventi per famiglie in tutto il mondo.

In mattinata si sono svolti tornei di calcio e pallavolo. A seguire un pranzo a cui hanno partecipato 250 persone.

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Nel corso della giornata Marisa e gostino Peretti ci hanno aggiornato delle ultime attività e dei rapporti con gruppi di famiglie nella Repubblica Domenicana e a Cuba.

Il pomeriggio si è concluso con un Talent Show con la presentazione di brani musicali, karaoke e fiabe.

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Ecco alcuni commenti:

A nome dei responsabili delle comunità dell’Alto Vicentino vi comunichiamo le nostre impressioni.

La festa ha coinvolto tutte le comunità, eravamo numerosi, e contenti del clima sereno e gioioso dei ragazzi e tutti nello stare insieme.

Abbiamo apprezzato la preparazione fatta insieme, la collaborazione; ci è sembrato un momento di famiglia e di ascolto; in un clima di accoglienza abbiamo notato l’entusiasmo di quelli che hanno lavorato con impegno e costruito tutto, anche se ci mancava l’esperienza per organizzare una festa un pò diversa dalle solite.

Ringraziamo tutti, quelli che hanno potuto aiutare e quelli che non potendo lavorare hanno offerto il loro pensiero, in maniera diversa vi abbiamo sentiti tutti partecipi.

Quanto abbiamo raccolto durante il pranzo servirà ad aiutare la scuola delle Famiglie internazionale “Loreto”  a Loppiano che porteranno l’ideale nelle loro terre.

Ringraziamo tutti anche per la sistemazione e le pulizie finali che hanno lasciato tutto in ordine, con grande soddisfazione dei responsabili della struttura. Un grazie speciale anche a Roberto e Rosa Roccato di Rovigo, che hanno  messo in atto la loro esperienza di Capicucina.

Ci prepariamo dunque per il prossimo Cantiere giovani del 19 Luglio, le iscrizioni sono aperte.

A presto e Buona Vita.

Bruno, Schio

 

6 Marzo – Oltre i confini

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Un evento che ha coinvolto tutte le comunità dei focolari del vicentino, con il patrocinio del Comune di Vicenza, la Caritas diocesana, la Cooperativa Sociale Cosmo, la Diocesi di Vicenza e la Parrocchia di San Paolo di Vicenza.

La giornata è cominciata con un Flash Mob

in piazza di Signori, animato da trenta ragazzi, concluso con il segno di pace disegnato sul pavimento della piazza.

E’ seguito un pranzo comunitario e interetnico presso la parrocchia di San Paolo a cui hanno partecipato 120 persone.

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Nel pomeriggio si sono svolti, sempre presso i locali della parrocchia di S. Paolo, dei laboratori sul tema dell’interculturalità e della pace che hanno coinvolto sessanta bambini e ragazzi di varie nazionalità.

Presso la sala accademica del centro diocesano A. Onisto, dalle 15.30, si è svolto un programma culturale orientato dalle tre parole chiave: pace, accoglienza e dialogo.

Ogni tema è stato introdotto da un testimone qualificato.

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Per la Pace Rita Moussalem ha raccontato la propria esperienza vissuta nell’ambito del movimento dei focolari e il suo impegno in Libano, Iraq e Siria. Nell’ambito della sua relazione è stata ricordata l’attività di Chiara Lubich nei vari campi del dialogo, con le numerose iniziative internazionali che hanno avvicinato popoli, culture e religioni. Sono seguite esperienze di educazione alla pace e del gruppo Non dalla guerra.

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Don Giovanni Sandonà, direttore della Caritas diocesana, ha introdotto il tema dell’accoglienza segnalando l’importanza di viverla come impegno ecclesiale civile e politico.

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Per i temi dell’accoglienza sono state presentate testimonianze della cooperativa sociale cosmo, della parrocchia di S. Paolo con l’orto dei paolini e della parrocchia di S. Andrea.

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Il tema del dialogo è stato introdotto da Padre Armando Bortolaso, vescovo emerito di Aleppo, e l’Imam Kamel Layachi. Entrambi hanno portato una viva testimonianza di fraternità e pace testimoniando l’impegno di cristiani e musulmani per la pace e l’accoglienza.

Al termine della giornata si è svolta una preghiera interreligiosa animata dal Pastore William Jourdan, il parroco della chiesa ortodossa moldava vicentina, Kamel Layachi e don Alessio Dal Pozzolo.

La preghiera proposta dall’Imam Kamel Layachi nel corso dell’incontro:
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